Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana · 17 Oct 2026 · 5 vistas
Concimi, il Masaf attiva 45,6 milioni Ue per gli agricoltori in crisi
Por FactBox Admin

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha dato attuazione ai 45,6 milioni di euro che l’Unione europea ha assegnato all’Italia per gli agricoltori colpiti dall’aumento dei prezzi dei concimi. Il decreto 15 settembre 2026, firmato dal ministro Lollobrigida e registrato dalla Corte dei conti l'8 ottobre 2026, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 242 del 17 ottobre 2026, con riferimento 26A05418, ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
La cornice europea e le risorse disponibili
Il provvedimento dà esecuzione al regolamento di esecuzione (UE) 2026/1894 della Commissione del 27 luglio 2026, che all’Allegato I destina all’Italia 45.599.200 euro di fondi europei per un sostegno temporaneo eccezionale nell’ambito del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), ai sensi dell’art. 69, lettera j), del regolamento (UE) 2021/2115. Si affianca al regolamento (UE) 2026/1768 del 14 luglio 2026 e al Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato di cui alla comunicazione della Commissione C/2026/2593, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 5 maggio 2026.
L’art. 2 del regolamento consente agli Stati membri di aggiungere un sostegno nazionale fino al 200% dell’importo assegnato. Il decreto lo utilizza integralmente, con un cofinanziamento a carico del Fondo di rotazione di cui all’art. 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, fino a 91.198.400 euro. Le risorse complessivamente mobilitate ammontano quindi a 136.797.600 euro, come si legge nelle premesse, a fronte di maggiori costi dei concimi di azoto, fosforo e potassio stimati dall’ISMEA in 396.673.574 euro.
Chi può accedere e quanto spetta
Sono beneficiari gli agricoltori che hanno presentato domanda di aiuto per interventi a superficie entro il 25 luglio 2026 e che hanno subito perdite di redditività sulle colture per le quali l’incidenza della variazione di costo per ettaro delle concimazioni supera l’1,5% del valore della coltura. Le superfici devono risultare nel fascicolo aziendale e essere nella disponibilità del beneficiario al 15 maggio 2026 con titolo di conduzione valido.
L’AGEA Coordinamento determina il sostegno entro importi massimi per ettaro, differenziati per coltura:
- Cereali, esclusi mais da granella e mais da insilato ceroso: 35,25 euro/ha
- Mais da granella: 64,30 euro/ha
- Mais da insilato ceroso: 41,55 euro/ha
- Altri seminativi a foraggere non leguminose: 32,80 euro/ha
- Barbabietola da zucchero: 35,30 euro/ha
- Girasole: 36,00 euro/ha
- Colza e ravizzone: 29,60 euro/ha
- Olivo: 25,55 euro/ha
- Nocciolo: 30,25 euro/ha
L’aliquota copre fino al 50% dei costi aggiuntivi e sale fino all’80% per gli agricoltori soggetti all’impegno o all’obbligo di ridurre l’uso dei concimi ai sensi degli articoli 31, 70 o 72 del regolamento (UE) 2021/2115.
Le cifre del mercato dei fertilizzanti
Il documento tecnico allegato al decreto, elaborato dall’ISMEA con data luglio 2026, misura l’effetto della crisi. Nel periodo marzo-maggio 2026 l’indice dei prezzi dei mezzi di produzione è cresciuto del 5,7% su base tendenziale, trainato dai fertilizzanti (+10,1%) e dai prodotti energetici (+15,0%). L’aumento più marcato riguarda i concimi azotati, dipendenti dal costo del gas naturale:
- Urea granulare: +38% rispetto allo stesso trimestre 2025
- Nitrato ammonico granulare 27%: +11,3%
- Nitrato ammonico idrosolubile 34%: +6,7%
- Solfato ammonico 21%: +10%
- Fertilizzanti fosfatici: +13% in media, con perfosfato semplice a +21%
- Cloruro di potassio: +16%
Le premesse collegano la dinamica alla chiusura de facto dello stretto di Hormuz e alla forte dipendenza italiana dalle importazioni: Egitto e Algeria per l’urea e i principali azotati, Egitto e Spagna per i fosfatici, Israele, Canada e Germania per i potassici.
Pagamenti, controlli e novità sulle domande
L’AGEA istruisce i procedimenti e liquida la quota unionale entro il 28 febbraio 2027; il cofinanziamento nazionale è erogato dal medesimo organismo pagatore entro il 31 maggio 2027. È istituito un Comitato di monitoraggio composto da rappresentanti del Masaf, di AGEA, di ISMEA e della Commissione politiche agricole della Conferenza delle regioni, i cui componenti non percepiscono compensi.
Il decreto interviene anche su due fronti collegati. L’art. 7, in attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2026/1905, consente per l’anno di domanda 2026 di modificare o ritirare le domande entro il 15 novembre 2026. L’art. 8 riscrive l’art. 4 del decreto ministeriale 4 agosto 2023 sugli anticipi: pagamenti diretti fino al 70% a partire dal 16 ottobre e sviluppo rurale fino all’85%. Gli agricoltori con incidenza inferiore all'1,5% possono inoltre accedere agli aiuti attivati dalle singole regioni nell’ambito dei complementi di sviluppo rurale, fino al 50% dei maggiori costi.
Un ristoro parziale
Le risorse mobilitate coprono poco più di un terzo dei maggiori costi stimati dall’ISMEA, e il decreto stesso riconosce che i 136,8 milioni disponibili «risultano insufficienti» rispetto ai 396,7 milioni calcolati. Per le aziende cerealicole e olivicole italiane il provvedimento rappresenta comunque il primo ristoro certo dopo mesi di rincari, con scadenze definite per la modifica delle domande e per l’incasso dei pagamenti.
Fonte ufficiale: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 242 del 17 ottobre 2026 — Decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 15 settembre 2026, «Attuazione dei sostegni finanziari per gli agricoltori colpiti da problemi specifici, derivanti dalla crisi in Medio Oriente» (26A05418).