Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana · 14 Oct 2026 · 5 vistas
Genitori separati, venti milioni per l'affitto: pubblicato il decreto attuativo
Por FactBox Admin

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pubblicato il decreto del 14 settembre 2026 che definisce criteri e modalità di accesso ai contributi del Fondo da 20 milioni di euro destinato al sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e con figli a carico fino al compimento dei 21 anni. Il provvedimento, firmato dal ministro Salvini di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 239 del 14 ottobre 2026, con il riferimento 26A05352, ed è stato registrato dalla Corte dei conti il 2 ottobre 2026 (reg. n. 3355).
Il Fondo istituito dalla legge di bilancio
Il Fondo è stato istituito dall’articolo 1, comma 234, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio di previsione dello Stato per il 2026), con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, a valere sul capitolo 1690 p.g.5 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il comma 235 della stessa legge ha demandato a un decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, la definizione delle modalità di erogazione dei contributi. Il decreto apre ora la fase operativa: un avviso pubblico, da pubblicare sul sito istituzionale del Ministero entro sette giorni dalla pubblicazione del provvedimento, indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande per il 2026.
Requisiti e misura del contributo
Possono accedere ai contributi i genitori separati o divorziati che dichiarano, tra l’altro:
- di non essere assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà, che deve appartenere al richiedente, all’altro genitore o ai figli con lui conviventi;
- di avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni;
- di essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
- di avere un reddito individuale non superiore a 35.000 euro;
- di non possedere immobili residenziali nel comune dell’abitazione familiare o entro 50 km;
- di non ricevere altri sussidi pubblici per analoghe finalità abitative e di non essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Il contributo è riconosciuto in un’unica erogazione annuale e corrisponde al 50% del canone di locazione effettivamente sostenuto, fino a un massimo di 6.000 euro annui.
Domanda digitale e graduatoria
Le istanze si presentano esclusivamente in via telematica su una piattaforma dedicata, accessibile tramite SPID, CIE o CNS; ogni richiedente può inviare una sola domanda, a cui la piattaforma associa un identificativo «ID». La graduatoria è approvata con decreto del direttore generale per la casa e la riqualificazione urbana entro quindici giorni dalla chiusura dei termini e pubblicata sul sito del Ministero usando il solo identificativo ID. In caso di parità di punteggio prevale il reddito più basso.
Riparto regionale e priorità
Le risorse sono divise in accantonamenti pro quota per ciascuna regione e provincia autonoma, calcolati con tre parametri: per l'80% in proporzione al numero medio di genitori separati o divorziati residenti nel quinquennio 2020-2024 (dati ISTAT, circa 163.000 unità l’anno a livello nazionale), per il 15% in proporzione inversa al reddito medio regionale (dati del Ministero dell’economia e delle finanze) e per il 5% in base al numero di comuni ad alta tensione abitativa (delibera CIPE n. 87 del 13 novembre 2003). Le quote non utilizzate da una regione sono riassegnate alle altre. Nella graduatoria hanno priorità, con punteggi definiti in allegato, i redditi più bassi (15 punti fino a 15.000 euro, 13 fino a 25.000, 10 fino a 35.000), il numero di figli a carico, la disabilità, la disoccupazione involontaria e la residenza in comuni ad alta tensione abitativa.
Controlli e copertura finanziaria
Sono escluse automaticamente le istanze tardive, quelle presentate con modalità diverse da quelle previste e quelle prive dei requisiti. Il Ministero può effettuare controlli a campione sulle dichiarazioni e subordinare l’erogazione all’esito positivo; in caso di incongruenze il contributo è revocato e le risorse riassegnate scorrendo la graduatoria regionale. I contributi sono erogati nei limiti delle risorse disponibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Per le famiglie coinvolte il decreto segna il passaggio dalla norma al diritto concreto: entro pochi giorni l’avviso pubblico fisserà i termini per presentare la domanda, mentre la platea potenziale resta ampia, con circa 163.000 genitori separati o divorziati l’anno e un tetto di reddito individuale di 35.000 euro che include gran parte dei nuclei monogenitoriali in affitto.
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 239 del 14 ottobre 2026 — Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 14 settembre 2026, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, «Criteri e modalità di selezione ed erogazione delle somme del fondo destinato al sostegno abitativo per i genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà e con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età» (26A05352).